Negli ultimi giorni di maggio, l’Uganda ha confermato un nuovo focolaio di Ebola legato alla variante Bundibugyo, con casi inizialmente importati dalla Repubblica Democratica del Congo e successiva trasmissione locale. Il governo ha attivato misure di emergenza sanitaria, inclusi tracciamento dei contatti, restrizioni di movimento in alcune aree e rafforzamento della sorveglianza ai confini. Il virus si diffonde in un contesto di mobilità transfrontaliera e sistemi sanitari sotto pressione, mentre l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato l’emergenza di salute pubblica internazionale e coordina la risposta regionale. Preoccupazioni crescono per l’assenza di trattamenti specifici e per l’impatto sulle comunità più vulnerabili.
Uganda
POPOLAZIONE GIOVANE E SFIDE STRUTTURALI
L’Uganda è un Paese dell’Africa orientale senza sbocco sul mare, con una popolazione di circa 49 milioni di abitanti, tra le più giovani al mondo: oltre il 75% ha meno di 30 anni.
Il Paese ospita il maggior numero di rifugiati del continente africano, provenienti principalmente da Sud Sudan, Repubblica Democratica del Congo e Burundi. La maggioranza sono donne e bambini, spesso esposti a condizioni di forte vulnerabilità e con accesso limitato ai servizi essenziali.
Nonostante periodi di crescita economica, una parte significativa della popolazione continua a vivere in condizioni di povertà e precarietà: secondo le stime più recenti, circa il 40% della popolazione vive in condizioni di povertà multidimensionale.
Le disuguaglianze incidono sull’accesso ai diritti fondamentali, in particolare per i più giovani e per le donne. Il sistema educativo e sanitario affronta forti pressioni, mentre l’elevata crescita demografica rende ancora più urgente garantire opportunità, servizi e inclusione per le nuove generazioni.
POPOLAZIONE GIOVANE E SFIDE STRUTTURALI
L’Uganda è un Paese dell’Africa orientale senza sbocco sul mare, con una popolazione di circa 49 milioni di abitanti, tra le più giovani al mondo: oltre il 75% ha meno di 30 anni.
Il Paese ospita il maggior numero di rifugiati del continente africano, provenienti principalmente da Sud Sudan, Repubblica Democratica del Congo e Burundi. La maggioranza sono donne e bambini, spesso esposti a condizioni di forte vulnerabilità e con accesso limitato ai servizi essenziali.
Nonostante periodi di crescita economica, una parte significativa della popolazione continua a vivere in condizioni di povertà e precarietà: secondo le stime più recenti, circa il 40% della popolazione vive in condizioni di povertà multidimensionale.
Le disuguaglianze incidono sull’accesso ai diritti fondamentali, in particolare per i più giovani e per le donne. Il sistema educativo e sanitario affronta forti pressioni, mentre l’elevata crescita demografica rende ancora più urgente garantire opportunità, servizi e inclusione per le nuove generazioni.
I nostri progetti
⚠️ NUOVO FOCOLAIO DI EBOLA E RISPOSTA SANITARIA REGIONALE
⚠️ ELEZIONI 2026 TRA CONFERMA DEL GOVERNO E PROTESTE PER SPAZIO DEMOCRATICO RIDOTTO
A gennaio le elezioni generali confermano il presidente Yoweri Museveni e il Movimento di Resistenza Nazionale, al potere da decenni, con una larga maggioranza e di orientamento conservatore-pragmatico con forte centralizzazione del potere. Il voto si è svolto in un contesto segnato da accuse di repressione dell’opposizione, restrizioni alla libertà di stampa e uso esteso di misure di sicurezza e controllo delle piattaforme digitali, incluso un temporaneo blackout di internet. Le proteste seguite alla proclamazione dei risultati sono state disperse dalle forze di sicurezza con scontri e arresti. Organizzazioni per i diritti umani hanno denunciato un ridotto spazio politico e crescenti limitazioni alla partecipazione democratica.
🌍2 MILIONI DI RIFUGIATI ACCOLTI IN UGANDA
L’Uganda nel 2025 è diventato il primo paese africano per numero di rifugiati accolti, terzo al mondo. Le crisi in Sudan, Sud Sudan e Repubblica Democratica del Congo spingono in media 600 persone al giorno ad attraversare il confine. Oltre un milione ha meno di 18 anni, 48.000 sono minori arrivati da soli. Il governo ugandese garantisce ai rifugiati diritto al lavoro, all’istruzione e terre per prodursi il cibo, ma non basta: il piano umanitario è finanziato solo al 25%, anche per i tagli USA a USAID. L’UNHCR copre appena 5 dollari al mese per persona, contro i 16 necessari. Nelle 14 aree di accoglienza i tassi di malnutrizione sono saliti dal 5,4% al 7,8% in meno di un anno.
🌍ULTIME NOTIZIE
La Corte costituzionale dell’Uganda ha respinto un ricorso contro la legge anti-LGBTQ+ approvata nel maggio 2023, suscitando l’indignazione delle Nazioni Unite e delle organizzazioni per i diritti umani e portando a sanzioni statunitensi. La “legge anti-omosessualità 2023” prevede severe pene per chi ha relazioni omosessuali o “promuove” l’omosessualità, inclusa la pena di morte per il reato di “omosessualità aggravata”, anche se questa pena non viene applicata in Uganda da anni.
⚖️ DIRITTI DELLE DONNE
La società in Uganda è di stampo profondamente patriarcale: le donne non possono prendere decisioni in autonomia, non hanno accesso né controllo delle risorse, quindi non hanno retribuzione, non possono istruirsi né partecipare ad attività associative; sono frequentissimi i matrimoni tra le adolescenti. Un milione di donne è esposto a violenza sessuale ogni anno.
Ci battiamo per fare giustizia, accogliendo chi subisce violenza di genere in rifugi dedicati. 183 donne hanno utilizzato i servizi messi a loro disposizione da uno dei nostri centri, tra cui il sostegno legale in tribunale. 26 donne e 6 bambini sono stati ospitati temporaneamente e reinseriti in luoghi sicuri. 433 persone hanno ricevuto aiuto dalle postazioni mobili di assistenza legale. 191 donne hanno avuto il coraggio di ribellarsi alla violenza denunciandola, e adesso vivono più consapevoli e serene insieme alle loro famiglie.
📚 SCUOLE
Dopo 2 anni di chiusura a gennaio le scuole hanno riaperto. Le prime gravi conseguenze del periodo di pandemia riguardano l’abbandono scolastico. 1 studente su 10 non è tornato a scuola (dati Unicef) dopo la ripresa delle lezioni. Noi continuiamo le nostre attività sul campo e con i bambini con il primo obiettivo di riportare gli studenti a scuola.
IL NOSTRO INTERVENTO IN NUMERI
1997
anno di avvio dei progetti
4
progetti di sostegno a distanza attivi
4214
bambini sostenuti a distanza
TRA PROGETTI E RISULTATI
Il nostro lavoro nel mondo è fatto di progetti, sfide e risultati raggiunti. Qui di seguito potrai approfondire quanto abbiamo fatto con le comunità dell’Uganda, per costruire un futuro in cui i diritti di tutti e tutte vengano rispettati.