Uganda: un centro antiviolenza per ridare speranza – ActionAid

Febbraio 2026

Katakwi, Uganda: un centro antiviolenza per ridare speranza e costruire il futuro

Nella parte orientale dell’Uganda, tra il Lago Vittoria e il profilo del Monte Elgon, si trova il distretto di Katakwi. È una regione bellissima e allo stesso tempo fragile.

Qui quasi una donna su due è costretta a sposarsi da bambina. Una ragazza su quattro tra i 14 e i 19 anni è già madre o in attesa di un figlio.

In Uganda la violenza maschile contro le donne è un fenomeno diffuso e strutturale. Secondo i dati ufficiali, il 44 per cento delle donne ha subito violenza fisica e il 17 per cento violenza sessuale nel corso della propria vita.

In un Paese di oltre 45 milioni di abitanti operano appena 18 centri antiviolenza, 11 dei quali sostenuti da ActionAid. Tuttavia, a causa della carenza di risorse, i servizi si stanno riducendo e il numero delle donne supportate è diminuito di quasi la metà

In questo contesto, il centro antiviolenza di Katakwi è molto più di un servizio: è un punto di riferimento. È l’unico centro pienamente funzionante in un territorio vastissimo del nord-est del Paese.

Un centro da proteggere e rafforzare

Da aprile 2025, grazie al sostegno di tanti donatori, abbiamo attivato un intervento per rafforzare e implementare le attività del centro che sostiene direttamente 500 bambini e bambine e coinvolge circa 2.000 membri della comunità.

L’obiettivo è ridurre matrimoni precoci e gravidanze adolescenziali attraverso tre assi di lavoro integrati: la protezione dell’infanzia, la prevenzione e la risposta ai casi di violenza, il rafforzamento dell’indipendenza economica femminile.

Risultati raggiunti ad oggi

Il lavoro del centro e delle attività nella comunità ha prodotto cambiamenti concreti: più protezione, più accesso ai servizi, più strumenti per uscire dalla violenza.

Nel centro antiviolenza

204
persone sopravvissute a violenza supportate
98
accessi ad assistenza legale
126
casi conclusi
59
donne che hanno dichiarato di essere libere dalla violenza

Dietro questi numeri ci sono percorsi di protezione reale e di ricostruzione della propria vita.

Spazi sicuri e accoglienza

Il centro dispone oggi di:

  • stanze dedicate all’accoglienza
  • uno spazio a misura di bambino, con giochi e materiali adeguati, per i figli delle donne che accedono ai servizi

Questo spazio ha migliorato il benessere emotivo dei minori, riducendo stress e traumi mentre le madri ricevono supporto.

A livello comunitario

6
Comitati di Protezione dell’Infanzia attivati
3.348
persone coinvolte in sensibilizzazione su diritti e prevenzione dei matrimoni precoci
22
casi di violazione dei diritti di bambini e bambine identificati e seguiti

Cliniche legali mobili

1.804
persone raggiunte con orientamento legale
1.100+
adolescenti coinvolti in attività informative sui propri diritti

L' indipendenza economica come prevenzione

In un contesto in cui la povertà spinge molte famiglie a considerare il matrimonio precoce come unica via d’uscita, rafforzare il reddito è una forma concreta di prevenzione.

Il progetto ha investito nell’agricoltura biologica e nella formazione professionale.

Tra i risultati raggiunti:

  • 3 orti familiari climaticamente sostenibili avviati
  • 1 fattoria dimostrativa comunitaria creata
  • 1 Centro di apprendimento agroecologico attivato
  • 20 donne e ragazze formate in pratiche agricole sostenibili
  • 200 alberi da frutto piantati

Le famiglie hanno migliorato la sicurezza alimentare e la varietà della dieta, soprattutto per bambini e bambine.

Parallelamente, abbiamo lavorato nella prevenzione di matrimoni e gravidanze precoci, fornendo alternative concrete alle giovani ragazze:

  • 53 ragazze e giovani sono state accompagnate nell’avvio di attività generatrici di reddito
  • 11 hanno ricevuto formazione imprenditoriale mirata
  • 12 ragazze hanno ricevuto attrezzature professionali per avviare un’attività nel settore dell’acconciatura
  • 14 artigiani locali sono stati coinvolti come mentori

L'importanza del lavoro di rete

Il progetto è realizzato in collaborazione con uffici distrettuali per la protezione sociale, ospedali, forze dell’ordine, operatori agricoli e organizzazioni della società civile. Lavorare in rete è la modalità più efficace per costruire risultati duraturi. 

ActionAid è presente in questo distretto da oltre 25 anni. Le autorità locali riconoscono il centro come un attore irrinunciabile nel contrasto alla violenza e ai matrimoni precoci.

Durante la nostra visita, ciò che è emerso con più forza non sono stati solo i numeri, ma la fiducia costruita nel tempo, grazie alla presenza di persone, donne e uomini (medici, legali, psicologi) che si impegnano ogni giorno con professionalità.

Orti comunitari che diventano spazi di formazione.
Un centro antiviolenza che è riconosciuto come luogo sicuro.
Donne che, grazie alla sartoria, alla panificazione o all’agricoltura, ritrovano indipendenza.
Ragazze che possono tornare a scuola o iniziare un’attività.

Ridurre i matrimoni precoci significa questo: creare le condizioni perché una ragazza possa scegliere.

Il lavoro continua, con il monitoraggio dei casi aperti, il rafforzamento dei sistemi di protezione e l’accompagnamento delle ragazze formate verso un lavoro autonomo e una maggiore indipendenza economica.

Passo dopo passo, insieme alle comunità.

Guarda i video dal campo

Siamo stati a Katakwi insieme ad Angela Gennaro, giornalista di ANSA, che ha realizzato reportage sulla condizione femminile in Uganda. Donne che raccontano la propria esperienza, professionisti impegnati nel contrasto alla violenza di genere, storie che aiutano a comprendere il contesto in cui lavoriamo.

Puoi trovare i video qui di seguito.