Il conflitto in corso da novembre 2020 nella regione del Tigray, nel nord del Paese, continua a rendere instabile la situazione e a causare gravi conseguenze. Milioni di persone sono a rischio a causa dell’insicurezza alimentare e molte famiglie sono state costrette a lasciare le proprie case per spostarsi in altre zone del Paese o nel vicino Sudan. Inoltre, una terza ondata di Covid-19 ha colpito il Paese. A livello federale è stato dichiarato lo stato di emergenza, mentre nella zona di Amhara il governo regionale ha imposto alcune restrizioni alla circolazione dei mezzi pubblici.
Attualmente, il problema più impellente è proprio quello della sicurezza alimentare, in particolare per le regioni del Tigray, di Amhara e Afar, che sono zone già deboli a causa dell’invasione di locuste, degli effetti del cambiamento climatico e della recessione economica. Inoltre, alcune zone sono difficili da raggiungere e in alcuni casi è impossibile raccogliere informazioni affidabili sullo stato di alcune aree. In queste aree le linee di comunicazione non funzionano e mancano acqua, cibo, carburante e contanti. Le norme igieniche sono difficili da rispettare, il che comporta il rischio di epidemie di colera o l’esplosione di focolai di Covid-19. In queste condizioni è ovviamente quasi impossibile vaccinarsi e il rischio di contrarre il virus è molto elevato.
Tra tutti, donne e bambini sono i soggetti che hanno bisogno di maggiore attenzione. La mancanza di supporto psicologico ai piccoli che sono stati testimoni del conflitto si unisce all’aumento della malnutrizione e delle violenze sessuali nei confronti delle donne, che spesso non hanno modo di denunciare. I bambini rischiano di essere separati dai genitori e restare così senza protezione. Le donne non hanno possibilità di accedere ai servizi essenziali come l’assistenza prenatale e post-gravidanza.
Stiamo creando zone per l’accesso ad acqua pulita e sicura e stiamo riparando anche le fonti d’acqua danneggiate a causa dei conflitti. Continuiamo a distribuire kit per l’igiene per le donne e le ragazze e stiamo portando avanti i nostri programmi scolastici.