Giugno 2023
Un anno di lavoro in Zimbabwe
Lo Zimbabwe è un Paese dell’Africa meridionale senza sbocco sul mare, conosciuto per i paesaggi mozzafiato e la ricca fauna. Due terzi della popolazione vive in zone rurali e l’economia del Paese è molto fragile, nonostante una crescita altalenante degli ultimi 40 anni.
Scopriamo insieme alcuni dei risultati che siamo riusciti a raggiungere nell’ultimo anno, il frutto del nostro lavoro al fianco delle comunità.
Numeri che contano
- 2.000 donne sostenute nelle loro attività ora hanno una fonte di reddito per aiutare le famiglie e i figli a proseguire gli studi
- 330 persone (41 maschi e 289 femmine) sensibilizzate su imprenditorialità e gestione delle attività produttive
- Più di 500 persone sensibilizzate sui cambiamenti climatici e formate su mitigazione dei rischi e su piani di risposta alle emergenze
Storie e testimonianze
Qui di seguito potrai leggere le parole dei protagonisti dei nostri progetti, di chi oggi può guardare al futuro con occhi diversi.
Tutte le donne hanno diritto a una vita autonoma e felice
L’organizzazione sociale dello Zimbabwe vede l’uomo al centro della vita familiare e della comunità. Le donne non
hanno alcun potere decisionale né autonomia, tanto meno dal punto di vista economico. Oltre mezzo milione nel
Paese però sono vedove; senza un uomo a cui appoggiarsi, come hanno fatto per tutta la vita, non sono in grado
di mantenersi né di mantenere i figli. Molte sono analfabete e ricorrono a matrimoni combinati
o accettano i lavori più umili per sopravvivere, persino la prostituzione.
Tsverukai era una di queste. Prima di partecipare ai nostri
corsi di formazione e far parte dell’Assemblea delle donne rurali sostenuta da noi non aveva alcuna speranza per il suo futuro. Oggi sa che ha dei diritti da rivendicare, come quello all’eredità, ha imparato ad allevare polli e a venderli,
a trasformare i prodotti che coltiva e ha aperto un negozio con detergenti per la casa fatti da lei. E' riuscita a
non sposarsi per forza, a non vendersi sulla strada, a mandare a scuola i suoi 3 figli e insegna a tante altre a seguire
il suo esempio. Oggi circa 2.000 donne gestiscono piccole imprese e sono finalmente libere e realizzate.
Prima mi sentivo “nessuno”, adesso sono consapevole
di essere “qualcuno” e di valere. Grazie all’aiuto di
ActionAid e dei suoi partner non sono più povera come
prima, non soffriamo più la fame in casa. Potevo finire
molto male, ma questo non è successo. Io e tante altre
donne abbiamo imparato molto grazie
a voi, siamo autosufficienti e possiamo
gestire diverse attività.
Tsverukai, 61 anni
ringrazia di cuore chi le ha cambiato la vita
Per studiare bene ci vogliono gli spazi giusti: mai più lezione sotto gli alberi!
La situazione delle scuole nello Zimbabwe è drammatica: in molte zone ci sono pochissime aule per migliaia di studenti,
mancano bagni e i locali per i docenti che, per questo, le abbandonano senza avere sostituti. La mancanza di elettricità
non consente l’accesso a internet diminuendo le chance per il futuro dei giovani. Siamo intervenuti con i nostri partner
locali a sostegno della scuola di Dzvairo che aveva problemi di sovraffollamento, soprattutto nella stagione delle piogge,
assenza di scrivanie e sedie, e non potendo per questo essere sede di esami, obbligava gli studenti a percorrere lunghi
tratti di strada da soli, mettendone a rischio l’incolumità.
Abbiamo donato banchi e libri, sovvenzionato la costruzione
di nuove aule e fatto manutenzione nelle altre. Ora la scuola può ospitare 550 studenti anziché 280, le persone della
comunità hanno cominciato a prendersene cura, i docenti sono contenti di insegnarvi. I ragazzi sono più bravi e
imparano più facilmente e partecipano con interesse anche ai corsi su temi sociali come la prevenzione dell’HIV.
La situazione della nostra scuola era così disastrosa
che mi sono sentita in dovere di dare una stanza della
mia casa perché la usassero come classe. Ma adesso
non serve più. Grazie ad ActionAid i nostri nipoti non
devono più frequentare le lezioni all’esterno o in aule
di fortuna. E gli insegnanti sono felici che
i bambini ora abbiano un ambiente di
apprendimento sicuro.
A lezione nella scuola di Dzvairo