Marzo 2026
Tanti anni a Bakalia e Kallyanpur, in Bangladesh, con i progetti di sostegno a distanza
È con grande orgoglio e soddisfazione che possiamo annunciare la conclusione di due progetti di Sostegno a Distanza a Bakalia e Kallyanpur, in Bangladesh, dopo 10 anni di lavoro condiviso con le comunità. Si tratta di quartieri urbani a forte densità abitativa e con accesso limitato ai servizi essenziali, situati nelle città di Chittagong, grande centro portuale nel sud-est del Paese affacciato sul Golfo del Bengala, e Dacca, la capitale, nel centro del Bangladesh. In questi quartieri le disuguaglianze socio-economiche sono molto marcate e le opportunità di lavoro dignitoso sono limitate. Questa situazione porta molte famiglie a dover fare scelte difficili, che talvolta incidono anche sulla continuità scolastica dei bambini e delle bambine.
La violenza di genere e quella domestica rappresentano una sfida significativa, che affrontiamo insieme alle comunità attraverso percorsi di prevenzione, protezione e rafforzamento dei diritti. In un contesto in cui norme sociali e disuguaglianze strutturali limitano ancora l’autonomia e le opportunità delle donne, il nostro lavoro sostiene processi di consapevolezza, partecipazione e leadership femminile.
Le conseguenze della crisi climatica – a cui il Bangladesh contribuisce in misura minima ma di cui subisce fortemente gli impatti – aggravano ulteriormente le condizioni di vulnerabilità, mettendo sotto pressione mezzi di sussistenza e servizi.
In questo scenario, bambine e bambini sono tra coloro che risentono maggiormente delle difficoltà economiche e ambientali. È per questo che molti dei nostri interventi si concentrano sulla protezione, sull’accesso ai diritti e sul rafforzamento delle capacità delle comunità di costruire condizioni di vita più sicure e sostenibili.
Fin dal nostro arrivo a Bakalia e Kallyanpur, anche grazie al sostegno a distanza, abbiamo avviato un intenso lavoro insieme alle persone delle comunità. Con energia, competenza e il prezioso contributo di chi ci sostiene, le abbiamo accompagnate nel superare le difficoltà, rafforzare le proprie capacità e guardare al futuro con speranza. Insieme abbiamo cambiato la vita di tante famiglie e questo è un grande traguardo, come ci ha raccontato il nostro collega di ActionAid Bangladesh, Abdullah Al Mamun.
“ Voglio ringraziarvi con tutto il cuore per la vostra vicinanza a queste comunità, che ha portato a un cambiamento incredibile. Ha valorizzato giovani come Mim, passata da bambina timida a leader sicura di sé, giornalista e attivista culturale o ragazzi come Yasin, un tempo ragazzo oppresso dalla povertà e costretto a lavorare, che oggi ha completato gli studi ed è volontario per la sicurezza antincendio, ispirando altri giovani a sognare in grande. Ha rafforzato donne come Nilufa, che si è trasformata da casalinga sola e senza diritti a potente leader comunitaria, capace di prevenire i matrimoni infantili e sostenere i diritti delle donne presso il governo locale; e come Aleya un tempo intrappolata in un matrimonio non voluto e nella dipendenza finanziaria, ha ricostruito la sua vita con l’aiuto dei Circoli Reflect di ActionAid e oggi gestisce un proprio piccolo hotel.
I numeri delle persone che abbiamo aiutato a cambiare, insieme, sono segno di quanto sia stato prezioso il nostro sostegno.
Più di 1.000 donne sono state formate sui diritti femminili, su come segnalare le violenze, e tante sono state seguite per avere giustizia. Abbiamo migliorato la vita di oltre 1.600 bambini, tantissimi hanno partecipato alle attività dei Circoli dei Bambini, altri sono diventati giovani giornalisti, altri hanno compreso cosa significhi avere dei diritti. Abbiamo pensato anche al futuro dei giovani, avviandone oltre 250 a un percorso di crescita personale perché diventino leader e acquisiscano la giusta indipendenza. Abbiamo supportato circa 1.500 persone, soprattutto donne, a creare un’impresa, guadagnare, diventare indipendenti, e quasi 5.000 sono in grado di gestire le emergenze climatiche e gli incendi.“
In questo contesto, il nostro lavoro è stato essenziale per offrire protezione, risorse e un futuro più sicuro a chi ne ha più bisogno. Oggi vogliamo condividere alcuni dei risultati più rilevanti di questo percorso.
I risultati che abbiamo raggiunto
- I bambini sono stati accolti in spazi educativi adeguati e 200 hanno imparato a scrivere come veri giornalisti documentando il cambiamento nelle comunità.
- 326 bambini sotto i 5 anni sono stati iscritti all’anagrafe acquisendo diritti che prima non avevano.
- 510 donne sono state coinvolte in un percorso di consapevolezza e autonomia, imparando a riconoscere le ingiustizie a loro danno.
- 100 casi di violenza domestica sono stati gestiti e 52 affrontati insieme alle istituzioni locali.
- 74 donne leader e 500 membri dei Circoli Reflect, spazi di confronto e condivisione, oggi partecipano alle politiche decisionali della comunità.
- 671 donne hanno avviato piccoli esercizi commerciali.
- 10 piattaforme digitali sono state avviate per favorire il dialogo tra i giovani.
- 960 bambini sono stati sensibilizzati sul clima e 1.400 famiglie coinvolte in programmi di gestione degli effetti di cicloni e alluvioni.
- 550 persone hanno ricevuto cure essenziali e 368 famiglie vulnerabili sono state protette e sostenute con aiuti diretti.
Aleya, una storia
di emancipazione e diritti
Aleya oggi ha 40 anni, ma le sue difficoltà sono iniziate molto presto. È cresciuta in una famiglia povera di agricoltori, ha sofferto la fame e, a soli 13 anni, è stata costretta a sposare un uomo di 50 anni. Sono nati 3 figli, ma nella sua vita c’era solo solitudine e tristezza. Dopo aver scoperto che il marito aveva un’altra famiglia prima di formarne una con lei e dopo una devastante alluvione che ha colpito la casa paterna, unica possibilità per sfuggire al marito in modo sicuro, si è rassegnata a restare con lui e si sono trasferiti nella baraccopoli di Kallyanpur. Qui Aleya ha affrontato nuove difficoltà, lavorando come domestica e in fabbrica per sostenere la famiglia finché, nel 2017, la figlia più giovane è entrata in uno dei nostri programmi di Sostegno a Distanza. Aleya si è avvicinata alla nostra realtà, ha iniziato a partecipare a incontri e formazioni sui diritti delle donne, sull’uguaglianza di genere e sull’azione comunitaria, acquisendo fiducia in sé stessa e consapevolezza dei propri diritti ed è entrata poi in uno dei 9 Circoli Reflect che abbiamo attivato. Nel 2019 ha partecipato a un percorso che le ha permesso di aprire un piccolo albergo, grazie a una sovvenzione iniziale. Nello stesso anno ha trovato il coraggio di divorziare dal marito violento.
Aleya, 40 anni, imprenditrice e partecipante alle attività del Circolo Reflect
Aleya è un’imprenditrice, una madre indipendente e un punto di riferimento per la sua comunità.
“Oggi guardo al futuro con speranza. Non sono diventata solo una donna indipendente, ma anche una madre indipendente e sto anche lavorando per la mia società. Come membro del Circolo Reflect le altre donne prendono consigli da noi, siamo una squadra e possiamo fare molto per migliorare la nostra comunità. Come me ci sono altre 34 donne che gestiscono la propria attività e sono diventate autonome finanziariamente.”
Mim: una storia di rinascita
Mim è cresciuta nella baraccopoli di Bakalia, a Chittagong, un luogo difficile, dove è difficile persino sopravvivere. Il padre ha abbandonato la madre quando lei aveva 9 anni: la sorella e il fratello di Mim sono andati a lavorare molto presto. A Mim piaceva studiare ma con i pochissimi soldi che entravano in casa era impossibile pagare le rette. Mim, in cuor suo, ha mantenuto viva la passione per il canto, la danza, il disegno e la scrittura. Nel 2016 la sua vita è cambiata grazie ai nostri Circoli dei Bambini, luoghi sicuri dove i piccoli potevano imparare, esprimersi e credere in sé stessi, e dove Mim ha potuto esercitarsi nel canto e nella pittura, con una serenità e leggerezza che non aveva mai avuto.
Oggi Mim ha solo 14 anni ma è un esempio di rinascita che fa bene a tutta la sua comunità. Nel 2021 è entrata nel Forum dei Bambini di Bakalia, diventandone poi Vicepresidente, un gruppo di adolescenti che si riuniscono periodicamente per discutere temi importanti come il matrimonio precoce, l’abbandono scolastico e il lavoro minorile. Nel 2022 è diventata reporter nel Child Journalist Group, raccontando le storie dei bambini della sua comunità, ha partecipato a diverse attività di formazione.
Mim, 14 anni, membro del Child Journalist Group
“Ero timida e spaventata, ma un percorso di crescita personale sostenuto da ActionAid mi ha insegnato a parlare chiaramente, ascoltare gli altri e prendere decisioni con sicurezza. Ora, mi sento sicura e determinata”.
Mim ringrazia chi l’ha aiutata con generosità consentendole di imparare moltissimo.
“Per una ragazza delle baraccopoli, imparare a usare il computer sembrava magia. Ora posso scrivere report, progettare poster e persino partecipare a sessioni online. La tecnologia mi ha dato le ali.”
Nilufa: dalla paura alla forza collettiva
Anche Nilufa vive a Bakalia, quartiere operaio di Chittagong segnato da povertà, insicurezza e violenza quotidiane. Ha 36 anni e la sua vita non è stata affatto semplice. Si è sposata giovanissima, non ha studiato, è stata costretta in casa da un marito violento. Non sapeva nemmeno di avere dei diritti, di poter guadagnare, essere indipendente, prendere delle decisioni finché non è entrata in uno dei 4 Circoli Reflect creati da noi, luoghi di incontro e scambio al femminile. Era il 2016: qui Nilufa ha trovato per la prima volta ascolto, sostegno e forza collettiva. Nel confronto con altre donne ha capito di aver subìto una violenza, cosa significhi subire un’ingiustizia, cosa fare per riscattarsi. E ha trovato il coraggio di diventare una leader, è stata eletta Segretaria Generale del suo Circolo, ha aiutato tantissime altre donne parlando di violenza domestica, diritti legali, igiene e lavoro minorile e promuovendo azioni collettive e di sensibilizzazione comunitaria. Sotto la sua guida le ragazze restano a scuola più a lungo, le donne hanno accesso a consulenza legale, le comunità sono meglio preparate alle emergenze e la sanità è migliorata.
Nilufa, 36 anni, Segretaria Generale del Circolo Reflect di Chittagong
Nilufa oggi è una donna sicura e orgogliosa di quello che è diventata.
“Per molti anni mi sono sentita intrappolata. La vita a casa era piena di paura, pensavo non ci fosse via d’uscita. Riuscivo solo a prendermi cura dei miei figli e pensavo di dare loro un futuro migliore, anche quando mi sentivo impotente e sola. Ora parlo a nome di molte donne a Bakalia che un tempo erano silenziose come me. Insieme, condividiamo le nostre voci, ci sosteniamo a vicenda e affrontiamo le sfide. Passo dopo passo, stiamo imparando i nostri diritti, difendendo la nostra dignità e prendendo decisioni che contano
nelle nostre famiglie e nella comunità.”
Con Yasin, per dare spazio ai sogni e all’autonomia dei giovani
Yasin è un ragazzo di meno di 20 anni che vive a Kallyanpur, una delle baraccopoli più povere di Dacca, capitale del Bangladesh. Il padre lavorava come autista di risciò e la madre come domestica, ma tutto questo non bastava a garantire una vita dignitosa, intorno a lui ovunque c’era violenza, degrado e droga.
Yasin sapeva che studiare era l’unico modo per costruirsi una vita migliore ma ha dovuto interrompere gli studi a 13 anni per lavorare in una fabbrica, poi un giorno un incendio devastante ha colpito la baraccopoli e siamo intervenuti anche noi per aiutare le famiglie più in difficoltà.
Yasin ha seguito corsi di prevenzione degli incendi, purtroppo molto frequenti, ed è diventato volontario nella prevenzione e gestione delle emergenze, contribuendo a salvare vite e a rafforzare la resilienza della comunità. Grazie al nostro intervento è riuscito a tornare a scuola e partecipare a programmi di leadership e formazione. Nel 2025 ha superato gli esami con ottimi risultati. Ora sogna di diventare uno scienziato agricolo e garantire un futuro migliore alla sua famiglia. È un giovane molto determinato, adesso ha gli strumenti necessari per raggiungere i suoi obiettivi.
Yasin, 20 anni, partecipante dei corsi di formazione di ActionAid
Yasin è un giovane maturo e consapevole, nonostante la giovane età.
“Sapevo che se avessi lavorato abbastanza sodo, avrei potuto cambiare il mio futuro. Non volevo dipendere da nessuno, volevo costruire il mio cammino. Ho visto cosa hanno passato i miei genitori, e non voglio che sia così anche per me. Un giorno darò alla mia famiglia la vita che meritano“.
Dietro a questi numeri e a queste storie c’è molto di più. Grazie al supporto dei nostri sostenitori, ci sono vite cambiate, comunità più forti, e tanta speranza in una vita più dignitosa e serena.