Sujeeta, benvenuta. Siamo felici di averti con noi e di conoscere meglio il lavoro di ActionAid Nepal. Vorrei partire dall’alluvione che ha colpito il Paese. Torniamo al 26 agosto: abbiamo seguito quelle ore attraverso le immagini, i video e le notizie che arrivavano dal Nepal. Come sono state per te le prime ore dell’emergenza?
Grazie per avermi invitata e grazie per tutto il sostegno che date al Nepal e alle sue comunità. Vi saluto con un Namaste: significa “che Dio sia dentro di te”.
Il 26 agosto ci è voluto del tempo per capire cosa fosse successo. Di solito le alluvioni arrivano dopo forti piogge, ma quel giorno non pioveva e non aveva piovuto molto nei giorni precedenti. Dopo alcune ore, abbiamo capito che l’acqua proveniva dall’esondazione di un lago glaciale, dovuta al distacco di una parte di un ghiacciaio dell’Himalaya. Anche le autorità hanno avuto bisogno di tempo per comprendere la situazione. Le prime informazioni sono arrivate dai video girati dalle persone delle comunità e condivisi sui social.
All’inizio pensavamo a un’alluvione come le altre, ma le immagini della devastazione erano sconvolgenti. Le persone non avevano mai vissuto un evento simile. È stato terrificante: sembrava uno tsunami. L’acqua stava spazzando via i ponti che collegavano la comunità.
Abbiamo deciso di raggiungere la zona, ma un tragitto che normalmente richiede due ore ne ha richieste quattordici, perché le strade e i ponti erano stati distrutti.
Per prima cosa abbiamo contattato il nostro staff e le organizzazioni partner, per sapere se loro e le loro famiglie fossero al sicuro. Quella sera abbiamo saputo che alcuni familiari del nostro staff e delle organizzazioni partner risultavano dispersi. Non sapevamo ancora quale fosse la situazione: sono state ore molto dolorose.