2026
Un anno di lavoro in Brasile
L’ultimo anno in Brasile è stato molto importante per la giustizia climatica. A Belém, nel cuore dell’Amazzonia, la COP30 ha riunito governi di tutto il mondo per discutere come affrontare la crisi climatica.
Insieme alle organizzazioni partner di ActionAid, abbiamo portato una richiesta chiara: una transizione giusta, capace di costruire un modello di sviluppo sostenibile senza lasciare indietro le persone. Oggi, infatti, meno del 3% dei fondi globali per il clima raggiunge davvero lavoratori e lavoratrici, donne e comunità che vivono più da vicino gli effetti della crisi.
In Brasile questo riguarda soprattutto le comunità indigene, quilombolas e tradizionali, che proteggono territori preziosi ma troppo spesso vengono escluse dalle decisioni che le riguardano. Per questo abbiamo chiesto di superare i combustibili fossili, investire in energie rinnovabili e agroecologia, e creare un Meccanismo d’Azione di Belém che rafforzi la cooperazione tra Paesi e garantisca una partecipazione reale delle comunità locali.
Enzo sogna un futuro oltre la favela
A Heliópolis, la più grande favela di San Paolo, Enzo ha 11 anni e cresce in un quartiere dove l’accesso a servizi essenziali, internet e spazi sicuri per bambini e adolescenti è ancora limitato. In questo contesto, molti minori si confrontano ogni giorno con disuguaglianze, pregiudizi e poche opportunità educative continuative.
Per questo i Centri per Bambini e Adolescenti sono così importanti. Oggi accompagnano oltre 1.460 minori con supporto scolastico e laboratori su diritti, educazione sessuale, ambiente e cittadinanza. Anche le famiglie vengono coinvolte e seguite nel tempo, rafforzando il legame con la comunità.
Enzo, come molti suoi coetanei, ha trovato uno spazio di ascolto, supporto educativo e crescita. Ha imparato a conoscere meglio i suoi diritti, ha acquisito più fiducia in sé stesso e ha iniziato a immaginare nuove possibilità per il proprio futuro.
“Dal primo giorno ho capito che qui sarei stato felice e che avrei avuto un futuro. Posso dire che è davvero così. Qui ho imparato tante cose, ho capito i miei diritti e mi sento più sicuro. So che posso diventare quello che sogno.”
– Enzo, 11 anni, frequenta il centro per i Bambini di Heliopolis
I risultati che abbiamo raggiunto quest'anno
grazie al vostro supporto
120.000
persone supportate a Rio de Janeiro con pasti e kit alimentari contro povertà urbana e insicurezza alimentare.
7.769
donne coinvolte in percorsi di formazione, mobilitazione e advocacy, per rafforzare leadership e partecipazione ai processi decisionali locali.
3.183
bambini e adolescenti coinvolti in attività educative e di protezione per rafforzare l’accesso a un’istruzione di qualità.
5.248
famiglie supportate con percorsi di agroecologia, accesso ai mercati pubblici e interventi di risposta umanitaria.
Valorizzare la biodiversità per generare reddito e libertà
Nello stato del Maranhão, nel nord-est del Brasile, molte donne delle aree rurali, in particolare donne nere e quilombole, continuano a confrontarsi con forti disuguaglianze nell’accesso al reddito e alle opportunità. A São Luís Gonzaga, molte di loro vivevano della raccolta del babassu, una palma autoctona, ma questo lavoro da solo non bastava a sostenere le famiglie.
Da qui è nato un percorso di formazione e di organizzazione produttiva. Un primo gruppo di 8 donne ha iniziato a valorizzare le risorse del territorio, affiancando alla raccolta tradizionale del babassu la trasformazione di altri frutti locali, come genipap, tamarindo, mango e acerola, in polpe, dolci e liquori.
Per sostenere questo lavoro è stata realizzata una piccola sala di lavorazione e sono stati introdotti sistemi agricoli che combinano alberi e colture diverse, per migliorare la produzione e proteggere la biodiversità.
Oggi il gruppo coinvolge 15 donne, tra adulte e giovani. Nel solo 2024 ha prodotto 2.284 bottiglie di liquore, generando nuove entrate e rafforzando l’autonomia economica delle partecipanti, insieme alla valorizzazione dei saperi legati al babassu.
“Entrare nel gruppo ha cambiato il mio modo di vedere me stessa: prima mi sentivo solo una casalinga, oggi so cosa significa essere donna e avere voce; non sono più vista come la moglie di qualcuno, ma come Bárbara. Sono orgogliosa di fare il mio lavoro.”
– Barbara, 30 anni, tesoriera dell’Associazione delle donne raccoglitrici di babassu
Un Focus sul nostro lavoro
Per le donne che raccolgono babassu in quattro stati del Brasile, la distruzione dei palmeti, l’uso di agrochimici nocivi e il mancato riconoscimento dei diritti territoriali hanno conseguenze molto concrete sulla vita quotidiana. Sono forme di razzismo ambientale che mettono a rischio la salute e il reddito di 3.200 famiglie.
Per rafforzare la capacità di risposta delle comunità, sono state formate 98 leader sui temi della giustizia climatica e della difesa del territorio. Questo percorso ha reso più forte la loro partecipazione nelle attività economiche, nelle scelte collettive e nei processi politici.
Dopo anni di advocacy, è stato inoltre approvato un corso universitario dedicato alle comunità tradizionali e quilombole, ampliando l’accesso all’istruzione superiore.
Un risultato che tiene insieme giustizia climatica, diritti territoriali e protagonismo femminile.
GALLERY
Da vedere e rivedere
Non solo storie…attraverso le immagini che abbiamo raccolto in questa galleria, potrai vedere i volti e i luoghi al centro del nostro lavoro.