12 marzo 2024
⚠️ Emergenza a Gaza
Aggiornamenti dal campo
Dal 7 ottobre l’escalation di violenza tra Israele e Palestina non accenna a diminuire.
Da quando l’esercito israeliano ha attaccato la Striscia di Gaza, i bombardamenti hanno continuato a colpire i civili, a provocare sfollamenti, distruzione e vittime. L’intensificarsi degli attacchi aerei a Rafah, situata a sud della Striscia e al confine con l’Egitto, dove centinaia di migliaia di sfollati palestinesi avevano cercato rifugio, e l’aumento della violenza dei coloni in Cisgiordania accrescono la preoccupazione per l’impatto di ulteriori violenze sulla vita di uomini, donne, ragazzi e bambini. La gravità della catastrofe umanitaria attualmente in corso è terribile: più di 1,9 milioni di persone sono state sfollate, di cui quasi 1 milione di donne e ragazze.
L’intera popolazione di Gaza – circa 2,3 milioni di persone – si trova in una situazione di gravissima insicurezza alimentare. La distruzione delle infrastrutture di base e l’interruzione dei servizi essenziali ha reso ai palestinesi la vita impossibile: la gente si è trovata costretta a dover lottare per accaparrarsi un riparo adeguato, per il cibo e per l’acqua, a dover sopportare lunghi periodi di blackout elettrico e non riuscire ad accedere a quantità sufficienti di carburante.
Nessun luogo è sicuro a Gaza: ora è uno dei posti più pericolosi al mondo, in particolare per donne e bambini.
I numeri dell'emergenza
- 3,1 milioni di persone nella Striscia e in Cisgiordania vivono in condizioni di estrema necessità, con gravi carenze di acqua potabile, cibo e medicinali. Tra di loro, 1 milione sono bambini.
- 30.717 palestinesi uccisi, 72.156 feriti, 7.000 scomparsi.
- 9.000 donne sono state uccise a Gaza, lasciando le loro famiglie e figli senza protezione. Circa l'80% delle madri rinuncia al proprio pasto per nutrire i propri figli, mangiando meno e ripiegando su alimenti non nutrienti. La fame ha raggiunto livelli catastrofici.
- Più di 60.000 donne incinte hanno gravi difficoltà ad accedere a cure mediche essenziali, alla nutrizione e alla protezione.
- Più di 1 milione di bambini e anziani nei centri di accoglienza sono a rischio sanitario. Circa il 90% dei bambini sotto i 5 anni è affetto da una o più malattie infettive.
- La totalità degli studenti, 625.000 ragazzi e bambini, non ha accesso all'istruzione.
- L'83% dei pozzi di acqua non è in funzione e tutti i sistemi di trattamento delle acque reflue non sono operativi. Nei governatorati settentrionali non c'è accesso all'acqua potabile.
Guardando questi i numeri, vediamo chiaramente la catastrofe in corso.
Noi di ActionAid lanciamo un appello ai leader mondiali: fermate i bombardamenti, stabilite un cessate il fuoco, proteggete i civili, soprattutto donne e bambini. Chiediamo l’apertura immediata di un corridoio umanitario per garantire cibo, acqua, carburante e medicine a chi ne ha più bisogno.
La risoluzione ONU sul cessate il fuoco per il mese del Ramadan firmata oggi 25 marzo, è un’azione importante, ma non sufficiente. Solo un cessate il fuoco permanente garantirà che gli aiuti umanitari possano entrare a Gaza e scongiurare ulteriori morti per fame e malattie.
È una nostra responsabilità collettiva fermare questa tragedia; se non lo hai già fatto, firma anche tu l’appello internazionale per un cessate il fuoco immediato.
Il nostro intervento
In Palestina, con particolare attenzione a Gaza, lavoriamo a stretto contatto con i nostri partner locali. Grazie al loro instancabile lavoro e al coraggio che li accompagna ogni giorno per essere lì dove c’è maggior bisogno, offriamo supporto e protezione alle fasce più svantaggiate della popolazione, con particolare attenzione alle donne e ai bambini, costretti a fronteggiare la difficile realtà della violenza e delle violazioni dei diritti umani. In Cisgiordania, i nostri partner stanno sostenendo le persone sfollate internamente da Gaza dall’inizio della guerra.
Qui di seguito, alcuni numeri dei risultati del nostro intervento:
- 95.519 persone raggiunte direttamente con aiuti umanitari a Gaza.
- 26.590 persone sono state raggiunte attraverso la distribuzione di cibo.
- 6.750 persone hanno ricevuto articoli non alimentari, kit igienici e vestiti.
- 20.000 persone sono state raggiunte con servizi di acqua e igiene, come i bagni a Rafah.
- 1.000 donne hanno utilizzato il servizio di assistenza telefonica per segnalare casi di violenza a Rafah e Khan Younis, a sud della Striscia.
- 1.163 famiglie di Gaza hanno ricevuto denaro contante.
- 40.000 persone hanno beneficiato dei servizi sanitari e medici presso l'ospedale di Al Nuseirat.
- 650 bambini hanno partecipato ad attività ricreative a Deir El-Balah e Al Nuseirat, i campi per sfollati all'interno della Striscia.
Storie e immagini dal campo
Dietro questi numeri ci sono storie, volti e persone. Ne abbiamo raccolte qui alcune, per dare voce a chi al momento non ce l’ha e per porre l’attenzione su un angolo di mondo che sembra così lontano da noi, ma che, in realtà, ci riguarda tutti profondamente.