2026: un anno di lavoro in Senegal - ActionAid

2026

Un anno di lavoro in Senegal

In Senegal gli effetti del cambiamento climatico stanno mettendo a dura prova la resistenza delle comunità: il livello del mare continua a innalzarsi provocando la salinizzazione del suolo nelle aree costiere, minacciando l’ambiente, la biodiversità e la sussistenza stessa degli abitanti. A tutto questo si aggiungono frequenti inondazioni e ondate di terribile siccità.

Per sostenere le comunità più esposte a queste sfide, abbiamo lavorato a fianco delle donne, in particolare delle agricoltrici, promuovendo pratiche agroecologiche e introducendo nuove tecniche e sementi capaci di garantire raccolti anche in condizioni difficili. Un esempio concreto di questo impegno è nella regione di Missirah, nel sud est del Senegal. Qui abbiamo piantato 1.870 alberi e sensibilizzato centinaia di persone alla gestione sostenibile delle risorse naturali, contribuendo a preservarne la produttività nel tempo. 

Inoltre, tra le iniziative che abbiamo portato avanti, c’è un importante risultato raggiunto nella difesa dei diritti delle donne. In Senegal la disparità di genere è ancora fortissima, anche a causa di un vecchio Codice normativo, datato 1972, che relega le donne in posizione subalterna all’interno della famiglia che ha favorito l’aumento incontrollato dei femminicidi tra le mura domestiche. Ci stiamo battendo da tempo per introdurre il reato di femminicidio e cambiare il vecchio Codice.

Il nostro impegno in questo senso è stato riconosciuto anche durante la 70ª Sessione della Commissione ONU sullo Status delle Donne, che si è tenuta a marzo 2026 a New York. In quell’occasione, Khaita Sylla, Direttrice di ActionAid Senegal, ha ricevuto un importante riconoscimento per il suo impegno nella promozione dei diritti delle donne.

Con Aissata contro la violenza sulle bambine

Le mutilazioni genitali femminili (MGF) rappresentano una grave violazione dei diritti umani e possono avere conseguenze permanenti sulla salute e sul benessere di bambine e ragazze. In Senegal, nonostante siano vietate dalla legge, continuano a essere praticate in alcune comunità, soprattutto nelle aree rurali.

Per contribuire a prevenirle, abbiamo sostenuto donne come Aissata, rafforzandone le competenze nella tutela dell’infanzia e nella prevenzione delle mutilazioni genitali femminili e dei matrimoni precoci. Oggi Aissata è un punto di riferimento per la sua comunità: partecipa a programmi radiofonici, organizza incontri di sensibilizzazione e dialoga con famiglie e ragazze per promuovere la salute, i diritti e la libertà di scelta delle nuove generazioni.

Il cambiamento è più forte quando nasce all’interno delle comunità e sono le persone stesse a guidarlo.

Le mutilazioni sono meno frequenti, vengono fatte solo in segreto. Le cerimonie pubbliche sono scomparse, ma alcune  persone attraversano ancora il fiume per far tagliare le figlie in Mauritania o Mali. Dobbiamo avere più strumenti di comunicazione nelle diverse lingue locali per raggiungere un pubblico più ampio e organizzare ulteriori corsi di formazione. Ce la faremo!”

–  Aissata, 52 anni, rappresentante del gruppo protezione di bambine del suo distretto.

I risultati che abbiamo raggiunto quest'anno

grazie al vostro supporto

2.500

donne hanno rafforzato le proprie attività agricole.

6.000

persone hanno partecipato a campagne per prevenire la violenza di genere e le pratiche tradizionali lesive.

8.000

studenti hanno potuto continuare a studiare grazie a scuole più sicure, materiali didattici e servizi educativi migliorati.

3.000

agricoltrici hanno migliorato la produttività dei terreni e l'accesso al mercato grazie alla creazione di reti di collaborazione.

Sostenere il lavoro e l’autonomia delle donne

In Senegal, molte persone vivono in condizioni difficili: circa il 39% della popolazione è in situazione di povertà e una parte significativa dei bambini e delle bambine sotto i cinque anni non ha accesso a un’alimentazione adeguata. Nel villaggio di Bakel, nel nord-est del Paese, le persone affrontano gli effetti della crisi climatica, tra periodi di siccità e inondazioni. In queste condizioni, le comunità rurali faticano a produrre abbastanza, anche a causa di tecniche agricole e attrezzature limitate. Questa situazione grava soprattutto sulle donne, che lavorano piccoli appezzamenti di terreno, con poche risorse per acquistare le materie prime e accesso ai mercati. 

Per questo le abbiamo supportate nel riunirsi e fare rete creando un gruppo di lavoro grazie alla quale le donne hanno acquisito le conoscenze necessarie per migliorare la produzione, hanno individuato mercati e fiere dove proporre le merci, hanno acquistato nuovi macchinari e prodotto direttamente le sementi. La vita è cambiata, c’è fiducia, solidarietà tra lavoratrici, cresce il benessere e la sicurezza.

Oggi il gruppo di lavoro dispone di attrezzature per la lavorazione e il confezionamento, e di un piccolo negozio per commercializzare prodotti già lavorati. Siamo membri di una vasta rete di organizzazioni femminili a Bakel.

Partecipiamo a fiere locali e nazionali per aumentare la visibilità di ciò che facciamo e anche per avviare nuove collaborazioni. Molte donne non dipendono più al 100% dai loro mariti: stiamo andando verso l’emancipazione economica, anche se c’è ancora molta strada da fare”

– Maimouna, 42 anni, agricoltrice. 

Un Focus sul nostro lavoro

Sull’isola di Niodior, nel delta del Sine-Saloum, sempre più donne possono contare su uno spazio dedicato all’ascolto, alla protezione e all’autonomia. Qui abbiamo contribuito alla creazione di un centro femminile che offre accoglienza, orientamento e opportunità di crescita a donne e ragazze.

Il centro è anche un luogo in cui costruire nuove prospettive: le più giovani possono partecipare a percorsi di formazione professionale e sviluppare competenze utili per raggiungere una maggiore indipendenza economica. Tra queste, 26 ragazze hanno imparato a produrre assorbenti riutilizzabili, trasformando una formazione in un’opportunità di reddito e di autonomia. Un luogo che rafforza i diritti delle donne e il ruolo che possono avere nello sviluppo della propria comunità.

GALLERY

Da vedere e rivedere

Non solo storie…attraverso le immagini che abbiamo raccolto in questa galleria, potrai vedere i volti e i luoghi al centro del nostro lavoro.